Astore (Accipiter gentilis)
Gli astori sono uccelli rapaci
di medie dimensioni, la loro lunghezza corporea è di circa 46-
La femmina è più
o meno grande come una poiana, il maschio è evidentemente più piccolo. E
così nell'est della Germania i maschi adulti pesano
nella media 724 gr, le femmine adulte 1133 gr, la lunghezza dell'ala dei maschi
adulti è in media di
Le ali sono relativamente
corte, ampie e arrotondate nelle punte, la coda è relativamente lunga. Queste
caratteristiche sono tipiche per i rappresentanti
prevalentemente silvestri del genere Accipiter, non permettono
loro una grande velocita in volo, ma una buona
mobilità in uno spazio ristretto. Gli adulti degli astori sono marroni-grigiastri (o bruno-lavagna)
nelle parti superiori, le guance sono scure, il sopracciglio è bianco, mentre
le parti inferiori sono bianche con una bordatura laterale marrone scura.
I piccoli sono marroncini sulla
parte superiore fino alla muta, nella parte inferiore gialli
chiari, gialli, beige, arancioni o color
salmone con un motivo a righe o a gocce. Il piumaggio maggiore mostra in tutti
i vestiti un'evidente bordatura su uno sfondo dal
bianco al marrone beige, negli uccelli giovani invece su uno sfondo giallastro.
Le gambe sono gialle, come anche la pelle del becco. L'iride degli occhi negli
uccelli giovani è gialla chiara, diventa sempre più rossa con l'età e negli
uccelli anziani va dall'arancione fino al rosso ciliegia.
Il motivo del piumaggio è molto
simile in entrambi i sessi, i maschi adulti sono leggermente più bluastri nella
parte superiore e mostrano una coloratura del capo un
po' più ricca di contrasto delle femmine.
Gli astori si scambiano gridi
quasi esclusivamente nei pressi del loro nido. Il loro richiamo più frequente è
un "gik, gik, gik" aspro, spesso regolare, che viene
espresso comunemente in caso di eccitazione, disturbo e si sente
particolarmente spesso durante l'accoppiamento da gennaio a marzo.
Questi richiami si possono
sentire a centinaia di metri di distanza in condizioni atmosferiche buone. Il
richiamo di contatto tra i due partner di covata è un "gjak"
corto, non molto notevole che si rimbecca per esempio in caso di consegna di
una preda o di allontanamento dalla covata. Durante
l'atto sessuale i due partner urlano entrambi un
"wirr, wirr, wirr" relativamente alto e regolare. Molto notevoli
sono anche i richiami di richiesta dei giovani uccelli dopo l'uscita dal nido,
che suonano "hiiiiääh" o "klijäh" e vengono ugualmente
ripetuti molto spesso.
Gli astori abitano in diverse
sottospecie le foreste sempreverdi della taiga e delle montagne (le cosiddette
zone boreali), le foreste delle zone temperate e la
zona mediterranea del Paleartico. In Nordamerica la
loro presenza è limitata alle foreste boreomontane.
Nel paleoartico occidentale il confine di diffusione
settentrionale coincide con il confine settentrionale della taiga di aghiformi in Scandinavia, Finlandia e Russia, a sud la
diffusione giunge fino al Nordafrica, ad est fino alla Grecia, all'Asia minore
e al nord dell'Iran. Occasionalmente frequenta anche le pianure alberate.
I prerequisiti per un habitat
favorevole agli astori in Europa è la presenza di alberi
di età superiore ai 60 anni per la costruzione del loro nido e la presenza di
specie di uccelli di medie dimensioni e di mammiferi. Gli astori amano
qualsiasi tipo di foresta, quale che sia il tipo e la dimensione, e si possono
trovare anche in terreni coltivi purché vi sia qualche macchia sparsa.
Per ragioni ancora poco chiare l'astore in Nordamerica è limitato alle foreste
vicine al loro stato naturale. Si trova soltanto nelle foreste vergini e la sua
presenza è paragonabile a quella dell'urogallo in Europa centrale. In Italia è
stazionario e nidifica sulle Alpi e nell'alto Appennino.
Il numero di sottospecie di astori nel territorio paleoartico
è vario e cambia anche a seconda dell'autore di riferimento. I passaggi da una
sottospecie all'altra sono molto labili e discutibili.
Generalmente vengono
riconosciute dieci specie di astori, tre delle quali vivono in Nordamerica:
·
A. g. gentilis: Europa centrale e settentrionale, a sud fino ai
Pirenei, le Alpi meridionali e i Carpazi, ad est fino alla Russia centrale
·
A. g. marginatus: a sud fino alla Spagna e al Marocco, fino al Caucaso
e all'Elburz; unpo' più
piccolo e scuro del gentilis.
·
A. g. arrigonii: Corsica e Sardegna; ancora più scuro e piccolo dell'
A. g. marginatus
·
A. g. buteoides: dalla Svezia settentrionale, secondo alcuni anche
dalla penisola di Kola fino alla Siberia
centro-occidentale circa fino al Lena, a sud fino ai margini della zona della
taiga, più grande e più chiaro del gentilis
particolarmente nel vestito giovanile.
·
A. g. albidus: Siberia centro-occidentale fino alla Kamčatka; ancora più grande del A. g. buteoides, con un piumaggio più grande e ancora più
bianco.
·
A. g. schvedowi: a sud dell' A. g. buteoides e dell' A. g. albidus nella zona della steppa e nelle foreste cedue temperate dell'Asia orientale fino a Hokkaidō;
colorazione e dimensione sono circa come l' A. g. marginatus.
·
A. g. fujiyamae: sull'isola principale di Honshū,
molto scuro, la sottospecie in assoluto più piccola
·
A. g. atricapillus: maggior parte del Nordamerica; parte superiore
grigio-blu, modello del capo molto contrastivo
·
A. g. laingi: Vancouver e Isole di regina Carlotta di fronte alla
costa della provincia canadese del British Columbia,
più scuro dell' A. g. atricapillus
·
A. g. apache: ambienti
montani nei territori di confine del Messico/USA; più chiaro dell' A. g.
atricapillus
Nel paleoartico,
secondo la regola di Bergmann si può constatare un
aumento di peso e di dimensione dell'astore notevole da sudovest verso nordest.
Gli astori cacciano le loro
prede prevalentemente con un volo ravvicinato a terra o attaccando da una
posizione nascosta o rincorrendo a terra le loro prede o cercandole
direttamente nel loro ambiente terrestre. La preda viene attaccata con i piedi e uccisa: gli artigli del primo
e secondo dito sono molto forti e vengono infilzati nella preda finché questa
non smette di muoversi. Sue prede sono scoiattoli, lepri, micromammiferi,
uccelli vari. Spesso attende le sue prede sugli alberi dove trascorre anche la
notte. Una volta catturate, le carcasse vengono
divorate a terra o sopra i rami piu` bassi degli
alberi, con esclusione del periodo di riproduzione, dove tutte le prede vengono
consumate direttamente nel nido o nei rami e/o posatoi circostanti piu` usuali.
Ha volo agile e veloce, tra gli
alberi o sui campi. Essendo l'Astore un rapace che caccia e si riproduce
prevalentemente in zone arboricole, la sua struttura alare si
e` evoluta in tal senso, essendo le sue ali corte e
larghe per un potente battito poco ingombrante e la sua lunga coda atta
a timonare il volo nelle piu`
intricate foreste.
È specie protetta ai sensi
della legge 157/92. È assai raro a causa sia del bracconaggio che della somministrazione di bocconi avvelenati. Altre
cause sono la cattura dei nidiacei e la
deforestazione.
Può essere allevato e
riprodotto dall'uomo.
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