Falco
pellegrino (Falco
peregrinus) cm 40-51 x 81-112. Prima comune, è ora in diminuzione,
probabilmente per gli effetti delle sostanze chimiche velenose assimilate
attraverso le sue prede. Generalmente frequenta estensioni aperte con alberi e
dirupi rocciosi, dove nidifica. Vive anche in vasti boschi. D'autunno e
d'inverno si trova spesso nelle paludi e nelle brughiere. Si distingue dal
Girfalco per le dimensioni minori e il maggior contrasto fra le parti superiori
scure e le inferiori chiare; dal Lanario e dal Sacro per il dorso e il capo
neri. La femmina è più grande del maschio. I soggetti immaturi hanno le parti
superiori marrone e non nere, ma il capo è sempre più scuro. I mustacchi sono
larghi e molto evidenti. Il volo è rapido e poderoso con battiti veloci
intervallati ogni tanto da planate e volteggi. Normalmente è solitario. Spesso
si posa su massi e pali in zone aperte.
Classificazione Ordine Falconiformi. Famiglia Falconidi.
Ambiente: Zone
rocciose aperte, zone costiere rocciose, anche zone alberate e brughiere.
Diffusione
Praticamente cosmopolita.
Vita e abitudini:
Nidifica sulle rocce, più raramente sugli alberi in vecchi nidi d’altri grossi
uccelli. Depone una sola covata, costituita da 3-4 uova (talvolta 2-6) che sono
incubate per 28-29 giorni circa da entrambi i sessi. I giovani volano all'età
di 35-42 giorni e dipendono dagli adulti per altri 2 mesi circa. Lo spettro
alimentare del pellegrino è molto vasto, nutrendosi preferibilmente d’uccelli e
piccoli mammiferi. Molte popolazioni di pellegrino sono minacciate
dall'inquinamento, dall'alterazione ambientale e dal bracconaggio.
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