Uccello caratteristico, si
presenta con un piumaggio uniformemente bianco (presentante alcuni riflessi
verdi o bluastri, zampe, becco e coda nere. Si
registrano alcuni casi di melanismo.
L'ibis sacro ha una taglia abbastanza
grande: è lungo infatti sui 56-
Come tutti i ciconiformi, vola
con le ali aperte e le zampe slanciate (in modo particolarmente simile alla
cicogna bianca) e, proprio osservandolo durante questo movimento, si può notare
il sottoala, di un bianco meno chiaro rispetto a
quello del piumaggio.
L'ibis sacro frequenta una grande varietà di ambienti: di preferenza, si trova in
paludi, fiumi e acquitrini, ma si spinge anche fino ai margini delle città e
alle coste marine .
Ibis sacro in volo
Ha una distribuzione abbastanza
ampia: essa abbraccia tutto il continente africano a sud del Deserto del Sahara
(escludendo tuttavia le altre aree desertiche) e parte del Medio Oriente (fino
all'Iraq), regione dove, come già riferiva Gould, è
abbondante. Si riscontra vicino ai grandi fiumi, come il Nilo, il Niger, il
Tigri e l'Eufrate
Storicamente diffuso in Egitto
(era sacro al tempo dei Faraoni), dal XIX secolo è totalmente scomparso da quella zona, a causa della caccia
che gli è stata data, anche se a volte qualche individuo è trovato nel delta
del Nilo.
In tempi recenti, l'ibis sacro
è stato introdotto anche in altri luoghi, tra cui
La popolazione degli ibis è
calcolata in centinaia di migliaia di individui, il
che, insieme alle grandi capacità di adattamento di questa specie, la pone
molto lungi dall'essere in via di estinzione.
Tassonomicamente, non è diviso in alcuna sottospecie.
Come gli altri rappresentanti
del genere Threskiornis, a dispetto degli
altri ibis, è prevalentemente una specie diurna, attiva
da poco dopo l'alba sino al tramonto.
Si riunisce in grandi gruppi,
che possono superare le 100 unità, ma che durante il periodo dell'accoppiamento
toccano i 4-500 esemplari.
Ibis sacro ripreso in Kenya.
Nonostante a volte mangi semi o alghe, l'ibis sacro è
prevalentemente carnivoro: caccia, prevalentemente in acqua pesci,
invertebrati, serpentelli e batraci, non disdegnando
nemmeno le carogne. La sua tecnica è piuttosto semplice: fissata la preda
prescelta, l'ibis la segue con lo sguardo e, alla prima occasione propizia, la
afferra con una beccata precisa, ingoiandola intera.
L'ibis sacro è stato anche
osservato intento a ghermire i giovani coccodrilli appena nati o persino le
uova e i piccoli delle tartarughe marine, nel momento della schiusa, sulle
spiagge africane.
La riproduzione avviene in
estate, tra giugno ed agosto: gli ibis sacri si riuniscono nei succitati grandi
gruppi e i maschi si formano un harem di femmine, tentando pure di sottrarle ai rivali, sfidandoli in incruente lotte, formate da
gonfiamenti del petto e gorgheggi striduli col solo scopo di intimorire l'avversario.
L'ovodeposizione
consiste in 1-5 uova (nella maggior parte dei casi 2 o 3), covate
esclusivamente della femmina, che si occupa anche di nutrire i pulcini. I
giovani ibis sacri si rendono indipendenti a 4-5 settimane di vita, e a 20 sono
in grado di riprodursi. Possono vivere sino a 18 anni.