Picchio tridattilo (Picoides tridactylus) cm.
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Distribuzione
Specie diffusa con diverse sottospecie nelle foreste di conifere boreali di
Europa, Asia e Nord America. In Europa è pure presente in un areale separato
nell’area alpina e nei Balcani fino in Grecia. Le popolazioni più
settentrionali e quelle che nidificano nelle montagne più alte compiono
movimenti migratori.
In Italia la sua presenza è limitata alle Alpi orientali dalla provincia di
Bolzano alla Carnia, ad altitudini comprese tra i 1.000 e i
Dove vive
L’ambiente di elezione è rappresentato dalle foreste di abeti. In Italia
frequenta i boschi maturi di conifere con preferenza per le peccete montane
sub-alpine interrotte da radure e con presenza di alberi marcescenti; è
presente anche nei boschi misti.
Alimentazione
Si ciba preferibilmente di larve di Coleotteri Cerambicidi e Scolitidi.
Comportamento
Ha abitudini diurne-crepuscolari ed è alquanto silenzioso e schivo. Come gli
altri picchi ha un volo ondulato, dovuto all’alternanza di tratti compiuti con
battiti d’ala ad altri con le ali chiuse. Per marcare il territorio batte col
becco i tronchi degli alberi piuttosto lentamente per un paio di secondi e
senza accelerazione.
Riproduzione
Periodo riproduttivo: depone le uova a partire da fine aprile; una covata
l’anno.
Nido: scavato nei tronchi di alberi vivi o secchi.
Uova: in genere 4-5.
Cova: circa 11 giorni. L’incubazione è effettuata sia dalla femmina che dal
maschio.
Cure parentali: i pulcini sono nidicoli e restano nel nido per 22-26 giorni, ma
continuano a dipendere dai genitori per almeno un altro mese.
Status e conservazione
La specie in Europa ha uno stato di conservazione sfavorevole ed è ritenuta in
declino.
Livello di protezione
Convenzione di Berna, all. II: specie rigorosamente protetta.
Direttiva Uccelli 79/409/CEE, all. I: specie nei confronti della quale sono
previste misure speciali di conservazione per quanto riguarda l’habitat.
Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157, art. 2: specie particolarmente
protetta.