Quercino (Eliomys quercinus Linnaeus, 1766) è
un roditore della famiglia dei Gliridae che vive
prevalentemente in Europa.
Il quercino è diffuso in tutta Europa, dalla
Spagna fino all'Estonia e all'Ucraina. È assente in Inghilterra.
In Italia la specie è presente in tutta la
penisola e in Sicilia e Sardegna. È inoltre presente nell'isola di Lipari e
sull'Asinara.
Il Quercino è solito popolare i boschi (in
particolare i boschi di querce) fino ad un'altitudine
massima di
Vive prevalentemente sui rami degli alberi ed in Italia esso
è presente in molti parchi nazionali.
Il quercino è un animale molto agile che ama
saltare e arrampicarsi sugli alberi fino ai rami più sottili. Nel periodo preinvernale il quercino scava una tana dove immagazzina il
cibo e contemporaneamente ne mangia un enorme quantità,
ingrassando in modo da prepararsi all'inverno. Quando
questo arriva il quercino va in letargo insieme a più individui in modo da
scaldarsi l'uno con laltro. Quando
la temperatura si alza è solito svegliarsi di tanto in tanto per mangiare le
riserve di cibo accumulate.
Il Quercino si nutre di insetti,
soprattutto di lepidotteri (sia nella forma larvale sia adulta), di uova di
uccelli e di frutti selvatici.
Nelle coltivazioni di frutta di tipo intensivo, il Quercino può arrecare danni,
poiché è solito assaggiare grandi quantità di frutti senza consumarne
interamente alcuno.
Avviene circa due volte l'anno
quando la femmina partorisce dai due ai sette piccoli che nascono nudi e
ciechi.
Il Quercino è solito costruirsi dei grandi nidi sferici ricoperti di muschio
che hanno un'unica apertura verso un lato, anche se a volte preferisce non
costruirli e occupare i nidi degli scoiattoli o degli uccelli.
Di abitudini
prevalentemente notturne, questo animale cerca ricovero durante il giorno negli anfratti delle rocce o nelle
cavità degli alberi; in alcuni casi riadatta vecchi nidi di scoiattoli o di
uccelli, oppure costruisce piccoli nidi di forma globulare. Anche se fra i gliridi presenti in Valle d'Aosta è
il più terragnolo, l'animale è in grado di
arrampicarsi con facilità su arbusti ed alberi grazie alle callosità plantari a
forma di cuscinetto che gli consentono una sicura presa.
Una delle sue principali occupazioni durante la buona stagione è quella di
crearsi adeguate riserve per il letargo attraverso una sovralimentazione; alla
fine dell'estate, raggiunto il peso ottimale, riduce
nettamente la propria attività. Va in letargo nell'autunno inoltrato, generalmente
in piccoli gruppi, per risvegliarsi a partire dalla
fine di febbraio o agli inizi di marzo.