Tartaruga cinese dal guscio
molle (Pelodiscus sinensis)
Origini ed Habitat
È presente nella parte centrale
e meridionale della Cina, nel nord del Vietnam, in
Corea, in Giappone e a Taiwan.
Vive nei fiumi, laghi, torrenti
e canali con fondale sabbioso e fangoso e ricchi di vegetazione acquatica.
Caratteristiche
Tartarughe dal guscio molle di
medie dimensioni, possono raggiungere i
Dimorfismo e riproduzione
La maturità sessuale viene raggiunta attorno ai due anni per quanto riguarda i
maschi, 4 o 5 per quanto riguarda le femmine. I maschi restano generalmente più
piccoli, ma talvolta maschi e femmine possono avere le medesime dimensioni,
dipende da individuo ad individuo. I maschi presentano coda molto ampia alla
base e terminazione a punta che supera la parte finale del carapace con la
cloaca posta quasi in punta alla stessa coda, mentre le femmine presentano una
coda più modesta, che generalmente non esce al di
fuori del bordo del carapace, e la cloaca molto ravvicinata al piastrone. Le
femmine di pelodiscus si portano fuori dall'acqua per
deporre dalle 10 alle 25 uova più volte all'anno. Tempi di incubazione
di 2/3 mesi a temperature comprese tra i 25° e 30°.
Abitudini ed allevamento in
cattività
Le pelodiscus sono animali
prettamente acquatici, difficilmente vengono fuori dall'acqua
a far basking, solo le femmine abbandonano l'acqua per le deposizioni anche se
in natura spesso può accadere di vederle scaldarsi sulle rive dei fiumi o
stagni. Vivono per lo più infossate nella sabbia dalla
quale fanno spuntare solo il naso oppure sollevano il lungo collo per far fuoriuscire
solo la punta del naso dall'acqua e respirare. È importantissimo non far
mancare mai la sabbia sul fondale della vasca che dovrà ospitarle perché si insabbiano per alcuni motivi fondamentali: proteggersi da
eventuali predatori, nascondersi e quindi restare tranquille, evitare inutili
stress, poter cacciare indisturbate facendo scattare il collo e afferrando la
preda. Insabbiarsi serve anche per combattere le micosi a cui
questa specie è particolarmente sensibile. Sono abili nuotatrici e
cacciatrici formidabili.
Fanno letargo
alle nostre temperature restando infossate dai primi di novembre in genere fino a marzo. Il letargo è comunque sconsigliato per esemplari debilitati o in via di
guarigione.
La sabbia sul fondale dovrà
essere a granulometria inferiore ai
Alimentazione
Tartaruga principalmente carnivora,
trae il suo apporto di vitamina D3 dalle prede vive o al
limite freschissime. In natura riesce a cacciare alborelle, carassi,
piccole carpe, piccole trote, pesci gatto, lombrichi, larve di
insetti e insetti stessi, piccoli anfibi e le loro larve. In cattività
si può riuscire ad abituarle a cibarsi anche di pellets e generalmente non
disdegnano carni bianche (da dare con moderazione), gamberetti e pesci
decongelati.