Tartaruga
di terra o Tartaruga
di Hermann (Testudo hermanni)
è un rettile
appartenente all'ordine delle testuggini.
Specie
paleartica, è presente esclusivamente nell'Europa meridionale. L'areale si
estende dalla Spagna alla Romania includendo le isole maggiori del
Mediterraneo.
Il
nome Hermanni è in onore del medico e naturalista
francese Jean Hermann
(1738-1800), dalle sue collezioni proviene l'olotipo.
T. h. hermanni maschio
T. h. boettgeri femmina
Dettaglio inguine: T. h. boettgeri
(sinistra) T. h. hercegovinensis (destra)
T. h. peloponessica, carapace e piastrone
Le
dimensioni del carapace degli adulti variano da un minimo di
Una
consistente colonia con esemplari di entrambe le
sottospecie maggiori è limitata ad una località del delta del Po, il Bosco
della Mesola.
Le
dimensioni sono maggiori della T. h. hermanni, le femmine adulte possono arrivare a
Sono
state proposte due sottospecie in attesa di una
verifica tassonomica:
·
Testudo
hermanni ssp.
hercegovinensis
(Werner,1899).
molto simile alla T. h.
boettgeri se ne
differenzia per l'assenza di una o delle entrambe scaglie inguinali
(evidenziata nella foto dal cerchio rosso), peculiarità riscontrata in numerosi
esemplari osservati in Croazia, Bosnia-Herzegovina e
Montenegro.
La colorazione del piastrone
si avvicina a quella della T. h. hermanni.
Peso:
maschi tra i 600-
Dimensioni: maschi 12.5-
Numerosi esemplari presenti
nel Bosco della Mesola presentano caratteristiche
peculiari di questa sottospecie e recenti studi filogenetici
ne confermerebbero l'origine dalmatica.
·
Testudo
hermanni ssp.
peloponnesica
con caratteri morfologici che l'avvicinano all T. h. hermanni, di piccole piccole
dimensioni, con carapace e piastrone molto scuri, è stata osservata nei
dintorni di Sparta. C'è timore che questo gruppo sia stato falcidiato dai
tremendi incendi che hanno devastato l'habitat del
Peloponneso nell'estate del 2007.
Fino
a pochi anni fa le due sottospecie riconosciute erano classificate come:
·
Testudo
hermanni ssp.
robertmertensi
(Wermuth, 1952)
la forma occidentale
·
Testudo
hermanni ssp.
hermanni (Gmelin,
1789).
la forma orientale
Per
motivi di priorità tassonomica attualmente rinominate
in:
·
Testudo
hermanni ssp.
hermanni (Gmelin,
1789).
la forma occidentale
·
Testudo
hermanni ssp.
boettgeri (Mojsisovics, 1889)
la forma orientale
In base a
recenti dati molecolari/morfologici del genere Testudo da alcuni è stato
proposto di rinominare la specie Testudo hermanni in Agrionemys hermanni
da altri in Eurotestudo elevando le
sottospecie a rango di specie riclassificandole:
·
Eurotestudo
hermanni
·
Eurotestudo boettgeri
Astuccio
corneo sull'apice della coda in giovane maschio di T.
h. hermanni
I
caratteri che distinguono
Raro esemplare di T. h. hermanni con
tubercoli cornei sulle cosce
Dalla disamina delle relazioni filogenetiche all'interno
del genere Testudo, in particolare della sequenza dell' RNA
mitocondriale, si è evidenziato che le T. h. hermanni
presenti in Italia sono geneticamente omogenee e discendenti da un piccolo
numero di esemplari sopravvissuti ad una forte riduzione della sottospecie,
probabilmente da ricercare nei cambiamenti climatici avvenuti alla fine del
Pleistocene, con localizzazione del rifugio glaciale in Sicilia. Le T. h. hermanni
francesi della Côte Varoise, si differenziano da
quelle italiane perché discendenti da esemplari provenienti da un differente
rifugio glaciale. Gli esemplari presenti in Spagna prensentano delle spiccate affinità con gli esemplari
siciliani. Nella T. h. boettgeri sono state
individuate più linee di discendenza, riconducibili a differenti rifugi
glaciali geograficamente ristretti e isolati localizzati nella Grecia,
all'interno di questi rifugi le singole popolazioni hanno sviluppando maggiori
differenziazioni a causa della deriva genetica.
Nuca e guancie
gialle caratterizzanti
Femmina di T. h. hermanni
'Pugliese' nata nel 1892
Femmina di T. h. hermanni
'Sarda'
Striature sottogolari
in esemplare di T. h. hermanni
'Sarda'
Italia settentrionale
Di piccola taglia con macchie
chiare sul carapace.
Peso intorno ai
Dimensioni massime: femmina
Toscana
Dal caratteristico carapace
oblungo, con fondo giallo aranciato.
La femmina può raggiungere un
peso di
Dimensioni massime: femmina
Puglia
Colorazione delle macchie
mediamente scura e taglia molto ridotta.
Peso:
femmina
Dimensioni massime: femmina
Sicilia
Simile alla Toscana ma con la
colorazione delle macchie più scura.
la femmina pesa intorno ai 700-
Dimensioni massime: femmina
Sardegna
Taglia molto grande e pelle
scura, il capo presenta alcune macchie gialle. La testa dei maschi ha una forma all'incirca trapezoidale, nella maggior parte degli
esemplari le scaglie golari sono
contrassegnate internamente da due bande nere. La seconda scaglia vertebrale è
spesso convessa verso la parte anteriore.
La femmina può superare i
Dimensioni massime: femmina
Corsica
Caratteristiche affini alla
forma sarda, ma di taglia minore.
Le scaglie golari sono contrassegnate internamente da una o nessuna
banda nera.
Dimensioni massime: femmina
T. h. hermanni 'Varoise'
Provenza, Côte Varoise
La colorazione di fondo del carapace è giallo-oro con macchie non molto
scure.
La pelle va dal giallo
grigiastro del collo al grigio scuro del capo, con una macchia gialla
retrostante l'occhio.
La colorazione della zampe è giallastra.
La separazione tra la prima e
seconda squama vertebrale è diritta.
Le scaglie golari internamente sono prive di bande nere.
Dimensioni massime: femmina
T. h. hermanni 'Maiorchina'
La
colorazione di fondo del carapace è giallo-oro molto
intenso, pelle gialla.
Mallorca
Dimensioni massime: femmina
Minorca
Dimensioni massime: femmina
Spagna continentale
Con gli anni la colorazione
del carapace tende a diventare più scura.
Dimensioni massime: femmina
A sinistra
maschio, a destra femmina
La
differenziazione tra individui maschi e femmine si effettua
tramite l'esame dei caratteri sessuali secondari. I maschi, inferiori di
taglia, possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base,
l'astuccio corneo è ben sviluppato, nella femmina la coda è piccola e
corta, l'astuccio corneo è di ridotte dimensioni. La distanza dell'apertura
cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio. I maschi adulti
presentano una concavità nel piastrone per facilitare la monta sul carapace
della femmina, il piastrone delle femmine e degli esemplari giovani e subadulti
è piatto; l'angolo formato dagli scuti anali del
piastrone è molto maggiore nel maschio; l'altezza degli stessi scuti è però
maggiore nella femmina. Lo scuto sopracaudale del maschio è
curvo verso il basso, nella femmina è allineato al carapace.
Scheletro
Le
testuggini hanno una buona vista: sanno distinguere forme, colori e riconoscono
anche persone. Hanno un senso dell'orientamento molto preciso: se vengono spostate qualche centinaio di metri dal territorio
al quale sono molto legate ci ritorneranno in breve tempo. Sono molto sensibili
alle vibrazioni del suolo anche se non hanno un udito
sviluppato. L'odorato invece è ben sviluppato ed ha un ruolo importante nella
ricerca del cibo e nella funzione sessuale.
Le
tartarughe di Hermann sono animali ectotermi e nelle
prime ore della giornata si crogiolano al sole per innalzare la temperatura
corporea ed attivare le funzioni metaboliche. L'esposizione al sole permette di
assumere i raggi UVB atti alla sintesi della vitamina D. Raggiunta la
temperatura corporea necessaria per l'attivazione degli enzimi atti alla
digestione le tartarughe si dedicano alla ricerca del cibo. Con temperature
atmosferiche superiori ai 27 C° diventano apatiche e cercano refrigerio
scavando piccole buche al riparo della vegetazione bassa o riparandosi in
piccoli anfratti. Con la discesa delle temperature si ha la ripresa
dell'attività.
In
autunno, al calare delle temperature, i rettili smettono di alimentarsi, anche
per più di 20 giorni, per poter svuotare completamente l'intestino da residui
di cibo. Diventano sempre più apatici e, verso novembre o dicembre a seconda della latitudine, iniziano ad interrarsi o a
ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo. La temperatura ideale di
letargo, calcolata nel luogo di interramento è di 5 C°,
temperature inferiori ai 2 C° arrecano danni cerebrali o morte, superiori ai 10
C° le inducono in uno stato di dormiveglia pericoloso per l'esaurimento delle
scorte di grasso necessarie a superare l'inverno. In natura gli esemplari si interrano anche di 10-
Il
letargo è una fase metabolica assolutamente necessaria per
questa specie, va impedito solo in caso di malattia o debilitazione.
La
principale causa di morte, nel caso di esemplari
tenuti a svernare all'interno di abitazioni da allevatori improvvisati è
proprio la temperatura, che si presenta troppo alta per consentire il letargo e
troppo bassa per consentire di continuare ad alimentarsi.
In
queste situazioni se si vorrà tenerlo attivo, l'esemplare andrà collocato in un
terrario riscaldato con un punto caldo sui 28 C° ed un punto fresco e
ombreggiato sui 18 C°, con un substrato di
Se
si opta per un letargo controllato la testuggine andrà
posta in una contenitore protetto dai roditori con una rete metallica, ricolmo
del medesimo substrato del terrario. Il contenitore andrà collocato in un
locale buio con temperature tra i 4 C° e gli 8 C° e una sufficiente umidità
ambientale, 70%UR. Il risveglio avviene generalmente nel mese di marzo ed è
legato al rialzarsi delle temperature diurne.
Accoppiamento
Subito
dopo il risveglio dal letargo inizia il corteggiamento da parte del maschio,
con un rituale che prevede inseguimenti, morsi e colpi di carapace alla
femmina. Il maschio monta sul dorso della femmina per la copula che avviene con
l'estroflessione del pene contenuto nella grossa coda e in questa
occasione emette l'unico verso udibile da questi rettili per il resto
muti. La femmina può arrivare fino a 4 anni di anfigonia
ritardata, conservando lo sperma in un apposito organo, la spermateca,
all’interno dell’ovidutto.
Deposizione delle uova
Animali
longevi, si hanno notizie certe di molti esemplari pluricentenari,
raggiungono la maturità sessuale intorno ai 10 anni. Le Testudo sono ovipare, le deposizioni avvengono in buche scavate
dalla femmina nel terreno con le zampe posteriori. Le femmine di T. hermanni depongono anche in quattro volte,
da maggio a luglio, un numero variabile di uova
generalmente in proporzione alla taglia dell'esemplare.
Rottura dell'uovo con il
dente
Il
tempo di incubazione, 2 o 3 mesi circa, e il sesso dei
nascituri variano in funzione della temperatura. Con temperature di incubazione inferiore ai 31,5 C° si avrà una
preponderanza di esemplari maschi, con temperature superiori ai 31,5 C° in
maggioranza femmine. Giunto il momento della schiusa, spesso agevolata da una
giornata di pioggia, il tartarughino per rompere il guscio si avvale del così
detto "dente dell'uovo", un tubercolo corneo posto tra le narici e la
mascella superiore, destinato a sparire in pochi giorni. La fuoriuscita
dall'uovo dura anche 48 ore e in questo arco di tempo
viene assorbito totalmente il sacco vitellino.
Il perfetto carapace di una T. h. boettgeri
della Bulgaria caratterizzato da una colorazione molto chiara
Sono
rettili prettamente vegetariani. Gli esemplari selvatici vivono in un habitat
caratterizzato da lunghi periodi di aridità che li costrige a nutrirsi di erbe secche, in queste condizioni
integrano la loro dieta mangiando artropodi o chiocciole, queste ultime utili
per l'apporto di calcio del guscio. Saltuariamente non disdegnano escrementi o
piccole carogne. Gli esemplari allevati in cattività sono generalmente
sovralimentati e non vanno assolutamente nutriti con: carne, latte, formaggi,
alimenti per cani e gatti, uova, pane, latte, agrumi, kiwi.
Il
tarassaco, la cicoria e il radicchio rosso sono alcune delle verdure adatte
alla loro alimentazione per l'alto rapporto di calcio rispetto al fosforo e per
le fibre in esse contenute. Alti apporti proteici e di
fosforo con bassi valori di calcio a lungo andare
possono provocare, in fase di accrescimento, deformazioni permanenti del
carapace e danni agli organi interni.
Evidente
segno di una cattiva alimentazione è un carapace con gli scuti appuntiti e
scanalati nelle suture, la così detta piramidalizzazione, al contario un carapace in forma di una levigata semicalotta
ovale è segno di una corretta alimentazione.
Macchia mediterranea
Gli habitat della tartaruga di Hermann sono tipicamente mediterranei, compresi nella zona fitoclimatica del Lauretum e caratterizzati da inverni miti con precipitazioni moderate ed estati aride con temperature elevate. Questa specie trova rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa cespugliosa della gariga, gli arbusti della macchia mediterranea e nel sottobosco fino a quota collinare temperata. In Italia gli habitat in cui sono ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali sono, le dune sabbiose costiere ricche di vegetazione, le pinete costiere di pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete. Alcuni gruppi sono presenti nei querceti di roverelle e in alcuni boschi misti di quercie e carpini, di frassini e pioppi bianchi (Bosco della Mesola). In alcune regioni si incontrano esemplari in aree destinate all'uso agricolo quali gli: oliveti, agrumeti, mandorleti e vigneti.