Tartaruga greca o Tartaruga moresca (Testudo graeca)
è un rettile appartenente all'ordine delle testuggini.
Specie
paleartica occidentale, in Europa è presente in: Italia, Grecia orientale,
Spagna, Turchia europea, in alcune isole del Mar Mediterraneo e lungo le coste
bulgare e romene del Mar Nero. In Asia è molto comune in Turchia (unico paese
in cui è facilmente incontrabile e non a rischio), Asia Minore, Iran, fino ai
confini del Pakistan. Nel Nordafrica è diffusa in Marocco, Algeria, Tunisia e
Libia.
In Italia questa specie è stata
introdotta in epoca storica. La sottospecie più diffusa è
Facilmente confondibile con
l'assai simile T. hermanni,
Sono proposte
svariate sottospecie:
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Testudo graeca ssp. anamurensis
(Weissinger, 1987) , Turchia
·
Testudo graeca ssp. antakyensis
(Perälä, 1996) , Turchia
·
Testudo graeca ssp. armeniaca
(Chkhikvadze & Bakradze, 1991), Armenia
·
Testudo graeca ssp. cyrenicae
(Pieh & Perälä, 2002),
Libia
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Testudo graeca ssp. flavominimaralis
(Highfield & Martin, 1989), Libia
·
Testudo graeca ssp. graeca
(Linnaeus,1758), Nord Africa, Spagna meridionale,
Sardegna (introdotta)
·
Testudo graeca ssp. ibera
(Pallas, 1814) sin.Testudo
graeca ssp. buxtoni (Boulenger, 1920),
Bulgaria, Grecia, Macedonia, Romania, Turchia, Italia (introdotta)
·
Testudo graeca ssp. lamberti
(Pieh & Perälä, 2004),
Marocco
·
Testudo graeca ssp. marokkensis
(Pieh & Perälä, 2004),
Marocco
·
Testudo graeca ssp. nabeulensis
sin. Furculachelys nabeulensis
(Highfield, 1990), Tunisia, Libia, Sardegna
(introdotta)
·
Testudo graeca ssp. nikolskii
(Chkhikvadze & Tunijev, 1986), Caucaso
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Testudo graeca ssp. pallasi
(Chkhikvadze & Bakradze, 2002), Dagestan
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Testudo graeca ssp. perses (Perälä,
2002), Zagros
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Testudo graeca ssp. soussensis,
(Pieh, 2000), Marocco
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Testudo graeca ssp. terrestris
(Forskål, 1775), sin. Testudo graeca
ssp.floweri (Bodenheimer,
1935) , Israele, Libano, Siria, Turchia
·
Testudo graeca ssp. whitei
(Bennett, 1836), Algeria sin. Furculachelys
whitei (Highfield & Martín,1989)
·
Testudo graeca ssp. zarudnyi
(Nikolski, 1896), Birjand
(Iran)
Attualmente, in seguito all'evoluzione degli studi di
comparazione genetica, è in atto un profondo processo di revisione della
classificazione delle varie sottospecie.
Il
riconoscimento del sesso avviene attraverso l’individuazione dei caratteri
sessuali secondari. I maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla
base. La femmina ha coda piccola e corta. La distanza dell’apertura cloacale
dalla base della coda è maggiore nel maschio. I maschi adulti presentano una
concavità nel piastrone per facilitare la monta sul carapace della femmina, il
piastrone delle femmine e degli esemplari giovani e subadulti è piatto; l’angolo formato dagli scuti anali del piastrone è
molto maggiore nel maschio; l’altezza degli stessi scuti è però maggiore nella
femmina. Lo scuto sopracaudale del maschio è curvo verso il
basso, nella femmina è allineato con il resto del carapace.
Le testuggini hanno una vista
eccellente: sanno distinguere forme, colori e riconoscono anche persone. Hanno
un senso dell'orientamento molto preciso: se vengono
spostate qualche centinaio di metri dal territorio al quale sono molto legate
ci ritorneranno in breve tempo. Sono molto sensibili alle vibrazioni del suolo anche se non hanno un udito sviluppato. L'odorato
invece è ben sviluppato ed ha un ruolo importante nel riconoscimento del cibo e
dei sessi
Le tartarughe greche sono
animali ectotermi e nelle prime ore della giornata si crogiolano al sole per
innalzare la temperatura corporea ed attivare le funzioni metaboliche. L’esposizione
al sole permette di assumere i raggi UVB atti alla sintesi della vitamina D.
Raggiunta la temperatura corporea necessaria per l’attivazione degli enzimi
atti alla digestione le tartarughe si dedicano alla ricerca del cibo. Con
temperature atmosferiche superiori ai 27 C° diventano apatiche e cercano
refrigerio scavando piccole buche al riparo della vegetazione bassa o
riparandosi in piccoli anfratti. Con la discesa delle temperature si ha la
ripresa dell’attività.
Ogni sottospecie di Testudo graeca ha modalità di letargo differenziate
e in alcuni casi vanno in estivazione nella stagione calda. Le sottospecie
acclimatate alle nostre latitudini in autunno, al calare delle temperature
smettono di alimentarsi, anche per più di 20 giorni, per poter svuotare
completamente l'intestino da residui di cibo. Diventano sempre più apatiche e,
verso novembre o dicembre a seconda della latitudine,
iniziano ad interrarsi o a ripararsi in luoghi protetti e cadono in letargo. In
natura gli esemplari si interrano anche di 10-
La temperatura ideale di
letargo, calcolata nel luogo di interramento è di 5 C°,
temperature inferiori ai 2 C° arrecano danni cerebrali o morte, superiori ai 10
C° le inducono in uno stato di dormiveglia pericoloso per l'esaurimento delle
scorte di grasso necessarie a superare l'inverno. Il letargo è
una fase metabolica assolutamente necessaria per questa specie, va
impedito solo in caso di malattia o debilitazione.
La principale causa di morte,
nel caso di esemplari tenuti a svernare all'interno di
abitazioni da allevatori improvvisati è proprio la temperatura, che si presenta
troppo alta per consentire il letargo e troppo bassa per consentire di
continuare ad alimentarsi.
In queste situazioni se si
vorrà tenerlo attivo, l'esemplare andrà collocato in un terrario riscaldato con
un punto caldo sui 28 C° ed un punto fresco e ombreggiato sui 18 C°, con un
substrato di
Con il risveglio inizia il
corteggiamento da parte del maschio con un rituale che prevede inseguimenti,
morsi e colpi di carapace alla femmina. Il maschio di T.
graeca è molto aggressivo e se ne consiglia la
separazione dalla femmina e dagli altri maschi al di fuori dell'accoppiamento.
Il maschio monta sul dorso della femmina per la copula che avviene con
l'estroflessione del pene contenuto nella grossa coda e in questa
occasione emette l'unico verso udibile di questi rettili per il resto
muti. La femmina può arrivare fino a 4 anni di anfigonia
ritardata, conservando lo sperma in un apposito organo, la spermateca,
all’interno dell’ovidutto.
Animali longevi, si hanno
notizie di esemplari centenari, raggiungono la
maturità sessuale intorno ai 10 anni. Le Testudo sono
ovipare, le deposizioni avvengono in buche scavate dalla femmina nel
terreno con le zampe posteriori. Le femmine di T.graeca depongono anche
in tre volte, da maggio a luglio, un numero variabile di uova,
generalmente in proporzione alla taglia dell’esemplare e alla specifica
sottospecie. Il tempo di incubazione, 2 o 3 mesi
circa, e il sesso sono in relazione con la temperatura. Con temperatura di incubazione inferiore ai 30,5 C° si avrà una
preponderanza di esemplari maschi, con temperatura superiore ai 30,5 C° in
maggioranza femmine. Giunto il momento della schiusa, spesso agevolata da una
giornata di pioggia, il tartarughino per rompere il guscio si avvale del così
detto "dente dell'uovo", un tubercolo corneo posto tra le narici e la
mascella superiore destinato a sparire in pochi giorni. La fuoriuscita
dall'uovo dura anche 48 ore e in questo arco di tempo
viene assorbito totalmente il sacco vitellino.
Sono rettili prettamente
vegetariani. Gli esemplari selvatici vivono in un habitat caratterizzato da
lunghi periodi di aridità che li costringe a nutrirsi
di erbe secche, in queste condizioni integrano la loro dieta mangiando
artropodi o chiocciole, queste ultime utili per l'apporto di calcio del guscio.
Saltuariamente non disdegnano escrementi o piccole carogne. Gli esemplari
allevati in cattività sono generalmente sovralimentati e non vanno
assolutamente nutriti con: carne, latte, formaggi, alimenti per cani e gatti,
uova, pane, latte, agrumi, kiwi, lattuga (anche se come alimentazione
gradiscono anche dei fegati di mammiferi cotti).
Il tarassaco, la cicoria e il
radicchio rosso sono alcune delle verdure adatte alla loro alimentazione per
l'alto rapporto di calcio rispetto al fosforo e per le fibre in esse contenute. Alti apporti proteici e di fosforo con bassi
valori di calcio portano a deformazioni permanenti del carapace e danni agli
organi interni.
Evidente segno di una cattiva
alimentazione è un carapace con gli scuti appuntiti e scanalati nelle suture,
la così detta piramidalizzazione, al contrario un carapace in forma di una
levigata semicalotta ovale è segno di una corretta alimentazione.
Gli habitat della tartaruga
greca variano molto a seconda della sottospecie ma in
generale sono tipicamente mediterranei, compresi nella zona fitoclimatica
del Lauretum e caratterizzati da inverni miti
con precipitazioni moderate ed estati secche con temperature elevate. Questa
specie trova rifugio e nutrimento nella vegetazione bassa cespugliosa della gariga, fra gli arbusti della macchia mediterranea e nel
sottobosco fino a quota collinare temperata. In Italia gli habitat in cui sono
ancora possibili dei ritrovamenti e sono presenti dei gruppi vitali
sono le dune sabbiose costiere, ricche di vegetazione, le pinete costiere di
pini mediterranei con sottobosco di arbusti mediterranei, le leccete e le sugherete.
Occasionalmente sono stati osservati esemplari in aree destinate all'uso
agricolo quali gli oliveti, gli agrumeti, i mandorleti ed i vigneti.