Testuggine
palustre europea (Emys orbicularis)
è un rettile
della famiglia delle Emydidae.
L'Emys orbicularis è
presente in quasi tutto il continente europeo (dalla penisola balcanica all'Anatolia, dal Nord Africa alla penisola iberica, in
Francia, in Italia in Ungheria, in Polonia, in Lituania)
con l'eccezione delle zone poste più a Nord (paesi scandinavi). Nella penisola
iberica e nei Balcani convive con
In Italia, dov'è presente come unica specie della
famiglia degli Emididi, ha una distribuzione
disomogenea e frammentata, tipica caratteristica di una specie minacciata. Ha, infatti, una discreta presenza nella Pianura
Padana e nelle zone palustri della Maremma Toscana, in Lazio, in Campania e
Calabria, mentre è quasi estinta in Liguria, Piemonte e Friuli-Venezia
Giulia e del tutto assente in Valle d'Aosta e nelle zone montane dell'arco
alpino e della dorsale appenninica. All'interno della Riserva
naturale controllata Lago di Serranella, in località Sant'Eusanio del Sangro in
Provincia di Chieti è stato realizzato un centro di
recupero, dove si stanno riproducendo esemplari autoctoni, ed altri domestici.
Mentre nel passato veniva cacciata dall'uomo per scopi
alimentari, oggi è principalmente minacciata dal progressivo scomparire del suo
habitat naturale dovuto al prosciugamento delle zone umide e alla regimazione dei corsi d'acqua. Risente, come tutto
l'ecosistema acquatico, del progressivo inquinamento delle acque, in
particolare dell'immissione negli ambienti acquatici di sostanze tossiche quali
i pesticidi ed i diserbanti. Altra rilevante minaccia è costituita dalla
soppressione della vegetazione riparia effettuata con mezzi meccanici che ferisce gli esemplari adulti e ne distrugge i nidi.
L’E.
orbicularis preferisce acque tranquille, con
fondale fangoso. La si trova in stagni, fossati,
paludi, fiumi e canali, in zone ricche di vegetazione acquatica e dove la
corrente dell’acqua è più lenta. Vive anche nelle acque
salmastre come ad esempio le foci dei fiumi e le lagune costiere. È
possibile trovarla anche in ambienti artificiali quali canali di irrigazione, laghetti nei parchi cittadini e in ogni
habitat favorevole. Lo spazio vitale per ciascun individuo varia dai 600 ai
Le
femmine sono sempre più grandi dei maschi. I maschi raggiungono una lunghezza
di 15-
E. orbicularis: carapace
I
maschi hanno dimensioni minori delle femmine e la loro coda è leggermente più
lunga di quella delle femmine. I maschi hanno una coda più grossa di quella
delle femmine, soprattutto nella parte iniziale, ed hanno l’apertura anale in
posizione più arretrata. Nei maschi il piastrone è concavo, nelle femmine,invece,è piatto. Lo scudo dorsale nelle femmine è
generalmente più alto di quello dei maschi e di forma più tondeggiante, mentre
nei maschi è più stretto davanti e più largo nella parte posteriore. La pelle
nelle femmine ha un colore più accentuato rispetto ai maschi; la testa, in
particolare, è più picchiettata in giallo e la mascella è
spesso completamente gialla mentre nei maschi la mascella è nera e la
testa spesso priva di punteggiatura gialla. Le femmine di solito hanno gli occhi gialli, i maschi, invece, li hanno rossi,
arancione, gialli, e a volte anche bianchi. Mentre in alcune specie acquatiche,
come ad esempio
E. orbicularis
durante l' accoppiamento
Da
ottobre a marzo l’E. orbicularis sverna
principalmente in acqua,preferibilmente nel fango,in
uno stato di ibernazione pressoché totale in cui l’animale respira assimilando
l'ossigeno attraverso l'epidermide e la cloaca.
In alcuni casi, invece che in acqua, l’E. orbicularis
scava la tana nel terreno o tra le radici della vegetazione, oppure si rifugia
tra le rocce, ma sempre in prossimità dell’acqua. Il periodo di
ibernazione termina quando la temperatura dell'acqua raggiunge almeno i
Le Emys non sono buone nuotatrici rispetto ad
altre specie di testuggini acquatiche, tuttavia sono legate all'ambiente acquatico nel quale trascorrono gran parte del loro ciclo
vitale.
Sono animali piuttosto timidi tanto da rifugiarsi in acqua al primo segnale di
disturbo. Sono tartarughe stanziali ed abitudinarie sia
per quanto riguarda il territorio di ricerca del cibo che per le zone in cui si
riscaldano al sole (termoregolazione); continuano ad utilizzare le tane e i
nidi anche negli anni successivi. L’E. orbicularis
si può spostare lontano dall'acqua fino a qualche chilometro nel periodo
riproduttivo, in cui i maschi vanno in cerca di femmine o le femmine
vanno in cerca di un luogo adatto alla deposizione delle uova. Gli esemplari
adulti non hanno predatori naturali, ma i piccoli fino ad un paio di anni di età possono essere preda di pesci predatori o di
uccelli acquatici. In genere le Emys convivono
pacificamente in colonie ma durante il periodo degli
amori si possono avere degli scontri tra i maschi, in ogni caso non cruenti.
È un
animale prevalentemente carnivoro. Si nutre in particolare di lumache, piccoli
crostacei, larve di insetti, molluschi, girini,
invertebrati acquatici. Non disdegna tuttavia pesci morti o carogne di altri animali né vegetazione acquatica come le lenticchie
d'acqua e le ninfee. Anche se occasionalmente la si
trova sulla terraferma in cerca di cibo, mangia esclusivamente nell'acqua. Ciò è dovuto al fatto che può inghiottire soltanto sott'acqua.
L'attività
riproduttiva comincia all’inizio della primavera, spesso già in febbraio o in
marzo, con l’innalzarsi della temperatura, dopo il letargo invernale.
Nel periodo degli amori i maschi diventano molto aggressivi. Sebbene
il rapporto numerico tra maschi e femmine sia alquanto variabile e muti secondo
la zona geografica, pare che ciascun maschio riesca ad avere un piccolo harem
con 2-3 femmine.
L’accoppiamento
avviene il più delle volte in acqua profonda almeno
una trentina di centimetri ed è generalmente incruento.
Il maschio guida la femmina nell'acqua e le si aggrappa
fermamente con le unghie delle zampe ai bordi del carapace, con colpetti del
muso sulla testa e sul collo della femmina la costringe a ritirare la testa il
che la porta ad alzare e a cacciare ancora di più la coda dal guscio; in questa
maniera e bloccando la coda della femmina con la propria, il maschio introduce
il pene.
Durante l’accoppiamento, che può continuare per un’ora o più, il maschio si
lascia trasportare dalla femmina aggrappato al suo
carapace.
In
generale la deposizione delle uova avviene intorno agli inizi del mese di
giugno (variabile a seconda delle località), dopo
circa 30-45 giorni dall'accoppiamento.
Per trovare un posto adatto alla deposizione la femmina può percorrere anche
lunghe distanze, fino a
I nidi, comunque, vengono di solito collocati da pochi
metri (2-20), fino a poche centinaia di metri (200-500) dallo specchio d’acqua
in cui vive. Spesso le femmine tornano ogni anno nello stesso posto. I luoghi
preferiti per la deposizione sono di solito asciutti, esposti
al calore dei raggi solari, con terra sabbiosa e soffice e vegetazione rada, in
prossimità delle rive, tra le radici della vegetazione riparia. Lo scavo del
nido e la deposizione delle uova avvengono di solito nel tardo pomeriggio, di
sera o nelle prime ore del mattino. Per prima cosa la femmina, scelto un luogo
in prossimità della riva, con il lavoro laborioso delle zampe posteriori, scava
una buca profonda circa
Le uova sono tondeggianti, bianche, dal guscio calcareo, sottile e lievemente
elastico; sono lunghe 30-
Dopo
circa 60-85 giorni in Italia e fino anche oltre 120 giorni (in Europa
settentrionale) nascono i piccoli, dotati di un "dente dell'uovo" che
utilizzano per rompere il guscio e che scomparirà successivamente
una volta assolta la funzione. Qualora il clima non
sia sufficientemente caldo, soprattutto nelle regioni europee settentrionali, o
in caso di deposizione tardiva delle uova, i piccoli possono uscire dall'uovo
la primavera successiva a quella della deposizione. I neonati sono lunghi 30-
All'attualità
sono state identificate 13 sottospecie suddivise in 5 gruppi:
1.
Emys orbicularis occidentalis
o
Emys orbicularis occidentalis (Fritz, 1994)
o
Emys orbicularis hispanica (Fritz, Keller & Budde, 1996)
o
Emys orbicularis fritzjuergenobsti (Fritz, 1993)
2.
Emys orbicularis galloitalica
o
Emys orbicularis galloitalica (Fritz, 1995)
o
Emys orbicularis lanzai (Fritz, 1995)
o
Emys orbicularis capolongoi (Fritz, 1995)
3.
Emys orbicularis hellenica
o
Emys orbicularis hellenica (Valenciennes, 1832)
o
Emys orbicularis kurae (Fritz, 1994)
o
Emys orbicularis orientalis (Fritz, 1994)
4.
Emys orbicularis orbicularis
o
Emys orbicularis orbicularis
(L., 1758)
o
Emys orbicularis colchica (Fritz, 1994)
o
Emys orbicularis
eiselti (Fritz et al., 1998)
5.
Emys orbicularis luteofusca
o
Emys orbicularis luteofusca (Fritz, 1989)
Recenti studi hanno individuato un'altra sottospecie endemica della Liguria,
1.
meno divergente da molti altri taxon
di Emys
2.
né più che meno divergente nel mtDNA
dagli altri taxon di Emys
3.
più divergente in DNA nucleare di alcuni taxon di Emys
sembrerebbe
più inquadrabile come sottospecie. Studi genetici hanno respinto la sottospecie
Capolongoi riconducendula
alla E. o. galloitalica.
·
Cistudo hellenica Valenciennes (1832)
·
Emys iberica Valenciennes (1832)
·
Emys antiquorum Valenciennes (1833)
·
Emys hofmanni
FITZINGER (1836)
·
Emys orbicularis Blanford (1876)
·
Emys europaea Leidy (1888)
·
Emys lutaria taurica MEHNERT (1890)
·
Emys tigris SALVATOR
(1897)
·
Emys europaea var. sparsa DÜRIGEN (1897)
·
Emys europaea var. maculosa
DÜRIGEN (1897)
·
Emys europaea var. concolor
DÜRIGEN (1897)
·
Emys europaea var. punctata
DÜRIGEN (1897)
·
Emys orbicularis aralensis NIKOLSKY (1915)
·
Emys orbicularis Engelmann et al. (1993)
·
Testudo orbicularis Linneo
(1758)
·
Testudo lutaria Linneo
(1758)
·
Testudo europaea Schneider (1783)
·
Testudo punctata Gottwald (1792)
·
Testudo pulchella
SCHOEPFF
·
Testudo rotunda Merrem 1820
·
Testudo lutraria Gray (1831)
www.naturaearte.altervista.org