Daino (Dama dama)
Lo status del genere è
lungi dall'essere chiaramente definito: mentre alcuni studiosi ritengono il
genere monospecifico (un'unica specie con due
sottospecie, Dama dama dama e Dama dama mesopotamica), altri
sono più propensi a considerare il daino mesopotamico
come una specie a sé stante (Dama mesopotamica).
Una terza corrente, supportata da evidenze di carattere morfologico piuttosto
che genetico, sostiene invece l'accorpamento del genere a Cervus, col
rango di sottogenere
Dopo l'ultima era glaciale, la
specie era del tutto estinta in Europa e la sua
distribuzione comprendeva l'Asia Minore,
Al seguito dell'espansionismo europeo nei cinque continenti, vi è stata una
nuova ondata di introduzione del daino un po' in tutto
il mondo: numerose popolazioni alloctone perfettamente adattate si trovano
attualmente in Siberia, Stati Uniti, Argentina, Australia, Nuova Zelanda, Figi,
Hawaii, Sud Africa e Canada.
In Italia la specie si estinse
alla fine dell'era glaciale, come testimoniato da pitture rupestri del
Neolitico presenti un po' in tutta
Il daino non ha un proprio habitat
definito, in quanto si adatta praticamente a qualsiasi
ambiente nel quale viene introdotto: tende tuttavia a preferire la aree
boschive a prevalenza di latifoglie nelle quali siano presenti radure o
comunque spiazzi aperti, mentre evita le zone montane con copertura nevosa
persistente ed abbondante.
Misura circa 140-
L'aspetto è quello tipico dei Cervidi, anche se nell'insieme il daino appare leggermente
più basso e tozzo ed ha il collo in proporzione più corto rispetto al cervo
nobile.
Il colore del mantello varia a seconda della stagione:
Un gruppo di daini albini in cattività.
·
durante l'estate la parte dorsale è rossiccio-marrone
maculata (pomellata) di bianco con una striscia nera che corre lungo la
spina dorsale, grossomodo dalla nuca alla coda, dove si triforca
andando a circoscrivere il posteriore, mentre la parte ventrale ed il
posteriore sono bianchi;
·
durante l'inverno la parte dorsale diviene grigio-nerastra,
mentre quella inferiore diventa di colore grigio-cenere.
Il grado di pomellatura dei
fianchi è assai variabile da individuo ad individuo, anzi la pomellatura può
addirittura essere assente. A testimonianza della totale artificialità
delle attuali popolazioni europee, non è infrequente notare nei branchi di
daini esemplari bianchi, albini, melanici od isabellini.
I maschi, oltre a possedere le
"corna" (il cui nome sarebbe, più esattamente, palchi), sono
più grossi e robusti delle femmine: essi possiedono inoltre un pomo d'Adamo ben
sviluppato.
Un giovane maschio con corna ancora ricoperte dal
velluto.
I palchi, presenti solo nei
maschi, spuntano a partire dal secondo anno di vita.
Essi hanno forma a pala (anche se per i primi anni di
vita hanno forma a fuso) e rivolti all'indietro, con punte divergenti. Negli
individui più anziani non è infrequente che cominci a crescere una seconda pala
rivolta in avanti.
I palchi cadono fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, per essere
rapidamente sostituiti da un nuovo paio più grosso e forte: inizialmente i
nuovi palchi sono ricoperti dal cosiddetto velluto e
riccamente vascolarizzati, ma col tempo il velluto si secca ed a partire
dal mese di agosto l'animale comincia a strofinarli contro tronchi e rocce per
liberarli da tale rivestimento ed essere così pronto per i combattimenti della
stagione degli amori.
Un gruppetto di daini.
Rispetto al cervo rosso, il
daino è molto meno "selvatico", nel senso che non è così diffidente
ed in particolare le femmine (che vivono in gruppi anche piuttosto consistenti,
assieme ai cuccioli) si possono facilmente osservare anche durante il giorno, risultando scarsamente timorose dell'uomo. I vecchi maschi,
che conducono vita perlopiù solitaria ed abitano zone più impervie, sono invece
assai prudenti e difficilmente avvicinabili.
Una coppia di daini al pascolo: il daino è assai
versatili in termini di alimentazione, in quanto si
comporta indifferentemente da brucatore o da pascolatore.
Questa specie non ha in genere
preferenze per quanto riguarda il posto dove vivere e pascolare; si accontenta infatti del cibo che trova ed apporta pochi danni al
terreno e alla vegetazione. Il suo nutrimento consiste in erba, foglie,
germogli e frutta, ma anche funghi di ogni specie, sia
quelli velenosi che quelli mangerecci. Il daino è un ruminante, cioè un animale che dopo aver ingoiato il cibo lo rigurgita
per poi rimasticarlo più dettagliatamente in luoghi riparati e sicuri.
L'alimentazione avviene durante tutta la giornata, anche se dei picchi di ingestione del cibo si hanno durante le prime ore del
mattino ed al tramonto.
Il periodo degli amori dura tra
la metà di ottobre e l'inizio di novembre: in questo
periodo, i maschi, solitamente solitari, si uniscono ai gruppi di femmine e
cuccioli, scacciando i giovani maschi (che formano gruppetti monosessuali di 5-6 individui e rimangono ai margini dei
territori dei maschi, nella speranza di accoppiarsi con qualche femmina
all'insaputa del maschio dominante) e definendo un proprio territorio. I maschi
difendono il proprio diritto ad accoppiarsi con le femmine da altri pretendenti
a suon di cornate: spesso smettono addirittura di alimentarsi per meglio tenere
d'occhio il proprio harem, per rivendicare il possesso del quale fanno
risuonare frequentemente il proprio bramito. Soltanto rare volte, comunque, ci sono dei ferimenti seri durante i
combattimenti, in quanto essi seguono un preciso rituale e la forma appiattita
dei palchi degli adulti scongiura danni di grossa entità.
Cucciolo di daino
Un altro cucciolo di daino: i piccoli daini sono ottimi corridori e non emanano alcun odore.
La femmina può andare in estro
varie volte durante la stagione degli amori, tuttavia essa tende ad accoppiarsi
e portare avanti la gravidanza (che dura in media 34 settimane) solo al primo
estro stagionale. In prossimità del parto, la femmina si isola
dal branco e dà alla luce nel folto della macchia un solo cucciolo (ma non sono
rari i parti gemellari), il quale è in grado di vedere e camminare già poche
ore dopo la nascita.
La femmina porta il cucciolo al
branco quando esso ha circa 10 giorni di vita: fino a
quel momento, il cucciolo viene lasciato da solo ed allattato ogni 4 ore circa,
mentre per evitare di essere individuato da eventuali predatori rimane
perfettamente immobile e confida nel mantello mimetico e nella caratteristica
di non emanare odore. Il piccolo comincia ad ingerire cibi solidi attorno al mese di vita, anche se non può dirsi completamente
svezzato prima dei sette mesi. Il cucciolo diviene indipendente a circa un anno
d'età, anche se occorrono almeno altri sei mesi prima
che esso raggiunga la maturità sessuale: in ogni caso, è raro che le femmine si
accoppino prima del secondo anno d'età, mentre i maschi devono aspettare di
aver compiuto almeno quattro anni per poter avere dimensioni del corpo e dei
palchi sufficienti da poter sfidare con successo qualche maschio dominante. La
speranza di vita dei daini si aggira attorno ai 20-25 anni.