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La faina è un carnivoro dall'ampia valenza ecologica, che frequenta una grande varietà di ambienti, ed è comune anche in aree antropizzate. Utilizza come rifugi diurni cavità o anfratti riparati in antichi ruderi, nei fienili, nelle stalle, nelle pietraie, tra le cataste di legna, nelle costruzioni abbandonate o nelle cavità naturali delle rocce. Scaltrita dall'abitudine di predatrice di terra a lunghi appostamenti inizia le sue scorribande al più presto quando tramonta il sole o, meglio ancora, al calar delle tenebre. Si nutre di bacche e di frutti, di uova d'uccello, di teneri nidiacei. È infondata la credenza secondo la quale questo animale si nutre principalmente, o addirittura esclusivamente del sangue delle sue prede. Quando la faina caccia in luoghi dove le prede si trovano nell'impossibilità di fuggire, come accade ad esempio in un pollaio, spesso uccide un numero di animali molto maggiore del suo fabbisogno immediato di cibo; questo comportamento, definito surplus killing, ha una forte componente istintiva, legata alla natura di predatore della faina. Dove le colombaie e i pollai sono ben custoditi, si rende utile tenendo sotto controllo le popolazioni di topi e di ratti.
Vive in tutta Europa fino al Mare del Nord e al Mar Baltico; è assente in Irlanda, Gran Bretagna, Islanda, nella penisola scandinava, nella Russia settentrionale; al Sud è diffusa fino alla Palestina, al Kashmir e al Sikkim e in tutta l'Asia centrale fino alla Manciuria.