Rospo comune (Bufo bufo) è l'anfibio più grande d'Europa, e raggiunge
addirittura i
Il rospo comune è protetto dalla convenzione
di Berna per la salvaguardia della fauna minore.
La sua colorazione è marrone, che può tendere
al rossiccio, il ventre tende ad essere biancastro. La
pelle presenta numerose verruche, che secernono una
sostanza velenosa, la bufalina, che comporta continue
allucinazioni e stato di trance.
Le pupille del rospo comune sono orizzontali
l'occhio è di color oro scuro o rame, e nel suo collo vi sono due ghiandole parotoidi ovali.
Gli animali della zona meridionale
dell'areale tendono ad essere più grandi e con pelle
più "spinosa" cioè con verruche più prominenti.
Un gracidio piuttosto acuto, formato da 2 - 5
sillabe ripetute. Le vocalizzazioni non sono
particolarmente intense rispetto alla taglia raggiunta da questa specie.
Prevalentemente notturno, di giorno tende a
nascondersi in buche o anfratti, sotto le pietre o comunque
in luoghi riparati dalla luce, se minacciato assume una caratteristica posa
intimidatoria con la testa abbassata e le parti posteriori sollevate. Rispetto
a Bufo viridis frequenta ambienti più asciutti e tende a tornare sempre nella stessa
pozza d'acqua per riprodursi, a volte percorrendo anche diversi km. Durante
questi spostamenti molti individui riproduttori vengono
uccisi dalle automobili a causa di ciò, oltre che alla scomparsa dei siti
riproduttivi, questo animale tende a scomparire dalle zone più antropizzate.
Si nutre praticamente
di qualsiasi cosa riesca ad entrare nella sua bocca: insetti in primis,
lumache, lombrichi, piccoli vertebrati come ad esempio piccoli topi.
Dopo il letargo invernale, in concomitanza
con la primavera inizia la stagione degli accoppiamenti: i rospi si recano
vicino ai luoghi di riproduzione (solitamente vicino a corsi d'acqua, pozze o
stagni) verso l'inizio di marzo e lì i maschi si aggrappano alle ascelle delle
femmine, che sono visibilmente più grandi. Questo è il cosiddetto amplesso
ascellare, a volte la femmina può essere approcciata
da cosi tanti maschi che può restare soffocata e morire.
A questo punto la femmina depone in acqua un
cordone gelatinoso di circa 10 000 uova, che vengono
fecondate dal maschio. Queste uova poi si schiuderanno, facendo uscire dei
minuscoli esserini neri acquatici: i girini. Questi,
nutrendosi soprattutto di alghe e altri minuscoli
materiali organici, crescono. La temperatura dell'acqua nella zona dove si
trovano deciderà la velocità della loro metamorfosi: più è calda l'acqua, più
veloce sarà la metamorfosi. Questo perché l'alta temperatura
dell'acqua è sintomo che la loro pozza si sta prosciugando.
Ai girini spuntano dapprima le zampe
inferiori, e successivamente le zampe anteriori: da
questo momento iniziano a digiunare, perché il loro apparato boccale (e
digerente) si sta trasformando: infatti da onnivori diverranno insettivori. La
metamorfosi dura uno o due giorni; il metamorfosando inizia ad assorbire la
coda, e nel giro di appunto 24 - 48 ore scomparirà. il neometamorfosato è il più piccolo in assoluto fra gli
anfibi: è lungo circa un cm. La sua pelle è ancora liscia per favorire la
traspirazione. Digiunerà ancora per circa 4 giorni, dato che utilizzerà come
fonte nutrizionale le energie della coda riassorbita.